Nella giornata di ieri, presso la parrocchia Cristo Re di Clusane, è stata benedetta una nuova campana destinata alla parrocchia di Panyangara, in Uganda. Un gesto carico di significato che intreccia memoria, amicizia e solidarietà, anche nel segno dell’eredità umana e spirituale di Don Pierino Ferrari.
L’iniziativa è stata promossa da Walter Pezzoli, da anni legato alla comunità ugandese, che nel suo intervento ha ricordato il senso profondo di questo progetto:
«Aiutare il prossimo e rendere il mondo migliore. Chi mi conosce sa quanto sia preziosa per me questa frase. Durante il mio ritorno in Uganda nell’ottobre scorso ho ricevuto alcune richieste di aiuto e mi sono attivato per intervenire e realizzare due piccoli progetti. Uno di questi è la campana che oggi verrà benedetta qui, nella chiesa di Cristo Re a Clusane».
La nuova campana sostituirà quella donata nel 2000 da Don Pierino Ferrari alla parrocchia di Panyangara in memoria del nipote Alex Zanetti. Quella campana, che per molti anni ha accompagnato la vita della comunità africana, è stata purtroppo distrutta circa cinque anni fa da sconosciuti.
La campana che partirà nei prossimi mesi per l’Uganda sarà collocata in una nuova torre campanaria e porterà con sé un messaggio di gratitudine e memoria. Su una targa commemorativa sarà infatti inciso il ricordo di alcune persone che hanno lasciato un segno profondo nelle rispettive comunità, tra cui Don Pierino Ferrari, il missionario Padre Declan O’Toole, Padre Mario Mantovani, Fratel Godfrey Kiryowa, Alex Zanetti e altri benefattori e amici legati a questa storia di fraternità tra Italia e Uganda.
Il nome di Don Pierino tornerà così a risuonare idealmente attraverso il suono di una campana che chiamerà alla preghiera e alla vita comunitaria una popolazione lontana geograficamente, ma vicina per affetto e riconoscenza.
Un segno semplice ma eloquente di quella carità concreta che ha caratterizzato tutta la sua vita e che continua a generare frutti ben oltre i confini della nostra terra.
La benedizione celebrata a Clusane è stata quindi non solo un momento di preghiera, ma anche un’occasione per rinnovare un legame di amicizia e solidarietà che attraversa continenti e generazioni, confermando come il bene seminato continui a farsi strada nel tempo.